Passa ai contenuti principali

Corri!



Adoravo correre, ricordo la sensazione di leggerezza e la velocità sulla pelle del viso. Ero brava. Alle elementari arrivavo sempre prima alle gare di velocità perché, essendo molto più alta delle mie avversarie, ogni mio passo equivaleva a due dei loro. Insomma mi piaceva “vincere facile”.

Ma tutto si è fermato lì.


E cosa c’entra questo inizio di post in un sito in cui tutto gira intorno ai numeri?


La matematica e la corsa non hanno apparentemente nulla in comune: chi studia matematica lo fa al chiuso, in solitudine, in una stanza, non all'aria aperta o inserito in una squadra di atletica. 

Eppure  ci sono molte analogie. 


La più immediata è che in entrambi i casi ci si confronta con un numero, quello finale di un esercizio di matematica o quello in decimi di secondo che sancisce il raggiungimento del traguardo in una gara di atletica.


Altra analogia: il successo in entrambi i casi è il risultato di una propensione (verso la corsa o la matematica) sommata alla tenacia.


SUCCESSO = ATTITUDINE  + TENACIA 


...e quindi come faccio a raggiungere risultati soddisfacenti?

Accettando di fare fatica. 

Il successo non è garantito semplicemente dallo sforzo nel momento della gara, facendo leva sulle proprie attitudini innate, ma è il risultato di un costante esercizio quotidiano.


FATICA = SFORZO immediato + RIPETIZIONE degli esercizi 


L’allenamento non ci viene donato. Dobbiamo metterlo in conto e non solo in queste due discipline, non vi pare?

Tanto vale impegnarsi con il sorriso!



Commenti

Post popolari in questo blog

pensiero collinare

Negli ultimi anni, diversi filosofi e pedagogisti hanno parlato di pensiero collinare: un modo di guardare il sapere da un punto intermedio, tra la pianura e la montagna. Non è un pensiero che si isola ma nemmeno che si appiattisce: cerca una prospettiva equilibrata da cui si possa vedere lontano senza perdere il contatto con la realtà. Nella matematica e nella sua didattica questa immagine diventa particolarmente efficace. Esistono infatti due vette che si guardano da lontano: da una parte la vetta della comprensione matematica, quella dei teoremi, dell’astrazione, della bellezza delle strutture logiche; dall’altra la vetta dell’apprendimento, quella della coscienza neuropsicologica, delle funzioni esecutive, della memoria di lavoro, dell’attenzione e della flessibilità cognitiva. Tra queste due altezze si estende una valle, quella della pratica quotidiana, dove si insegnano e si imparano le basi. È lì che spesso ci si perde: chi sta su una vetta non vede l’altra, e chi re...

il mondo è fatto a scale....

Qualche sera fa ho assistito a un concerto Candlelight. L’atmosfera era perfetta: luci soffuse, candele a centinaia, silenzio attento da parte del pubblico. Sembrava l’occasione ideale per lasciarsi trasportare dalla musica.  Purtroppo però, nel momento stesso in cui è iniziata la performance, molte cose non sono andate come speravo. Ho sentito un arrangiamento musicale dissonante, privo di armonia, senza struttura: i due violini e la viola portavano avanti le stesse note e il violoncello pareva non voler cedere spazio ai tre strumenti antagonisti. Nessuna coerenza tra gli strumenti o cura nei passaggi. Nessuna alternanza di voci. Anche il tecnico del suono non ha svolto adeguatamente il suo compito, si è limitato ad accendere e spegnere il microfono, senza regolare i volumi. Alcune voci erano soffocate, altre gracchiavano dalle casse, posizionate peraltro troppo vicino agli spettatori. Il risultato è stato un’esperienza stonata, sbilanciata, fastidiosa, nonostante le b...

capita...agli altri

Tra la fine degli anni Novanta e i primi anni Duemila iniziavo a leggere sui giornali articoli che parlavano di difficoltà scolastiche e di bambini che faticavano. Non se ne parlava ancora con il linguaggio che utilizziamo oggi e non esisteva una cornice chiara come quella attuale ma il tema iniziava ad affacciarsi nel dibattito pubblico. In quel periodo ero particolarmente sensibile a queste letture. Avevo appena lasciato il mondo della ricerca e mi stavo avvicinando all’insegnamento con l’abilitazione per la scuola superiore. Stavo cambiando prospettiva professionale e ciò che leggevo iniziava a risuonare in modo diverso. Eppure rimaneva una convinzione silenziosa.  Erano problemi che riguardavano altri.  Altri figli altre famiglie altre storie. Questo atteggiamento rassicurante profondamente umano sono certa sia capitato anche a molti di voi, magari sotto forme diverse e con altre chiavi di lettura. Ma ad un certo punto le difficoltà compaiono con varie forme e ...