Passa ai contenuti principali

Post

Metti in Agenda 30 minuti

Conoscete Agenda 2030? Ecco elencati tutti gli elementi  Troverete una delle tante descrizioni al link: https://www.google.com/url?sa=t&source=web&rct=j&url=https://www.eda.admin.ch/agenda2030/it/home/agenda-2030/die-17-ziele-fuer-eine-nachhaltige-entwicklung.html&ved=2ahUKEwiRmp2tlrv0AhVx_rsIHTe-B5EQtwJ6BAgfEAE&usg=AOvVaw0pJSbPRVndv0ZNfXGYi-9I Gli Stati membri dell'ONU hanno adottato 17 obiettivi di sviluppo sostenibile per orientare la cooperazione internazionale e condividere responsabilità universalmente valide su 3 aspetti fondamentali: economico, sociale ed ecologico. Prendendo ispirazione dal 4° punto è mia intenzione organizzare una serie di incontri online dando spazio a professionisti che lavorano con le menti più giovani, sempre con la dovuta attenzione rivolta ai più fragili, coloro che presentano disturbi di apprendimento.
Post recenti

Approfondimento su "il Quotidiano" RSI La1

  https://www.rsi.ch/play/tv/redirect/detail/14893518 Un approfondimento dedicato ai disturbi di apprendimento con interviste a tutor, futuri tutor, famiglie e studenti. Tra questi ultimi una delle mie allieve, la più giovane, che con il suo entusiasmo si è prestata a giocare con i numeri davanti alla telecamera del suo computer mentre svolgevamo una lezione dimostrativa online. Con il suo aiuto abbiamo potuto mostrare le illustrazioni che accompagnano sempre le mie spiegazioni per i più piccoli, parte delle quali ho riportato nel mio libro "Sassolini per contare".  Poco per volta questo testo inizia a regalarmi belle emozioni, come quelle che provo quando leggo i messaggi di approvazione di mamme che sanno quanto impegno vada rivolto per far vivere serenamente la quotidianità della vita scolastica ai loro bambini. Sono soddisfatta anche perché è stata data una nuova finestra all'attività di ADAT sempre più presente sul territorio.

Sherlock Holmes

L’altro giorno mi è capitato di partecipare ad un gioco un po’ particolare, una specie di indagine alla Sherlock Holmes. Dovevo capire quale argomento fosse stato svolto in classe dalla professoressa di una  mia allieva e spiegarglielo nuovamente in modo che apprendesse al meglio aggirando gli ostacoli della discalculia.  Non avevo nessun appunto della lezione a disposizione come spesso mi capita. Non si tratta di mancanza di voglia di lavorare da parte della mia bimba ma della sua difficoltà nel prendere appunti senza perdere passaggi preziosi del procedimento di calcolo illustrato dall’insegnante. Per questo sovente qualche compagna di classe le fornisce gli appunti. Ma quel pomeriggio niente da fare, nulla in arrivo. E non era stata data nessuna consegna per il lavoro a casa.  Quindi l’unica cosa di cui ero certa è che la professoressa quel  mattino era entrata in aula e aveva tenuto una lezione di matematica. Ottimo punto di partenza.  Primo passo: verificare se era stata trattata

un prurito...

  Ho un prurito proprio qui, dietro l’orecchio, dove poggio gli occhiali da presbite.  Non sono simpatica come il mio cucciolo (nella foto) quando mi gratto.  Quando prude dietro l’orecchio e sono costretta a sfilare gli occhiali vuol dire che qualcosa è successo. Non mi agito per ciò che mi tocca personalmente: strato dopo strato ogni fastidio si è depositato e non desta più il mio interesse. Invece tutto cambia se la questione riguarda i miei bimbi: non riesco a restare indifferente quando mi dicono che non amano la matematica dopo aver lavorato duramente con me. Badate, sono la prima che esige ordine nello svolgimento dei compiti, che non ascolta le scuse per i lavori non eseguiti, che vuole la costanza nel lavoro anche in vacanza nell’ottica di non perdere il filo ma se, dopo tutto questo impegno e la conseguente comprensione della materia, uno dei miei bimbi dice che non ama la matematica ... devo proprio togliere gli occhiali e grattarmi dietro l’orecchio. Il primo attore in scen

Ogni mappa è un tesoro

Possedere una mappa con un chiaro tracciato, seppur con ostacoli da superare, costanza e tenacia da mettere in gioco, è un vantaggio non da poco quando si cerca un tesoro. Sapere il punto di partenza e conoscere il punto di arrivo è fondamentale. Nello studio come nelle fantastiche avventure dei bucanieri la mappa è lo strumento necessario per avere successo. I pirati combattono per ottenere la mappa, talvolta nascosta in un luogo difficilmente accessibile o posseduta da un temibile avversario. I nostri studenti devono procurarsela in altro modo e se volete seguire qualche mio consiglio vi rimando a questo link. https://www.lalgoritmo.ch/home-page/lezioni/schede#h.6n9ytijvzytp  Vedo molti insegnanti che offrono formulari scritti per l’intera classe e che, mostrando un’ottima disposizione verso gli allievi, permettono l’uso delle tavole a tutti. Ma questi non portano i vantaggi sperati proprio nei più bisognosi che necessitano di schemi molto personalizzati, persino nell’uso dei colori

mezzo compensativo: sì o no?

https://www.lalgoritmo.ch/home-page/dsa-discalculia Alcuni studenti con disturbi di apprendimento necessitano dell’autorizzazione per l’uso della calcolatrice durante l’orario scolastico sia per le esercitazioni che per i test in classe. Si tratta di un mezzo compensativo e pertanto non deve essere visto come un vantaggio, un’ingiusta facilitazione soltanto per pochi, ma come uno strumento che permette allo studente con disturbo di apprendimento specifico nell’area del calcolo di misurarsi in altri ambiti accettando a priori la propria fragilità, rendendola quindi manifesta con una diagnosi, ma allo stesso tempo ridimensionando i suoi effetti negativi. Non permettere questo aiuto significa non riconoscere la necessità reale dello studente a  causa un’errata comprensione del disturbo di apprendimento, mancanza accettabile in persone che non svolgono la propria attività nella sfera educativa e che vanno quindi semplicemente informate sulla natura dei disturbi di apprendimento; un po’ men

Voliamo in alto!

Volare, sogno di tutti i bambini. Lo spazio. Nel silenzio, fluttuare e osservare il nostro piccolo  mondo alla scoperta di nuovi pianeti.  Un oblò da cui salutare la luna. E percorrere distanze siderali ad una velocità vicina a quella della luce.  Raggiungere i limiti dell'universo,  dove il tempo e lo spazio assumono dimensioni inattese. Scoprire i segreti delle origini, dare un significato alla nostra esistenza,  uomini minuscoli alla conquista dell'infinito. Ma il desiderio e la fantasia per volare così in alto devono scendere a patti con la realtà, non meno affascinante ma sicuramente più dura. Per far volare un missile è necessario conoscere e saper usare la matematica, una materia con cui all'inizio puoi giocare ma che sin dai primi anni richiede rigore e dedizione.  Per rendere gradevole ai bambini il primo approccio alla matematica ci sono tante proposte rivolte alle scuole, laboratori, mostre interattive, conferenze.  Ma ad un certo punto il gioco non può essere su

Emotività matematica

Ho sentito le emozioni scorrermi dentro, quelle belle, bellissime da togliere il fiato e quelle brutte, tristi, irritanti. Le ho viste passare anche negli occhi dei miei bimbi, quelli che studiano con me. Un dispiacere, un litigio, problemi in famiglia o talvolta un innamoramento, la gioia di una partita vinta, l’emozione per l’arrivo delle vacanze o la preoccupazione per la loro fine. Ogni volta che passa un’emozione troppo grande da poter essere gestita “salta” la matematica, i conti non tornano. Poco importa se a turbare i nostri calcoli è una gioia, la accettiamo felici di cadere in errore. Quando invece la tristezza o la paura ci catturano  sbagliare un esercizio ci priva ancora una volta della serenità e la confusione rischia di prendere il sopravvento. La settimana scorsa è successo a me, periodo difficile emotivamente, e ho sbagliato due esercizi. Ho corretto gli errori...la distrazione ha avuto limitate conseguenze negative. Ma il mio mestiere mi ha aiutato a curare anche le e

DSA e ADHD Convegno 1-2 Ottobre 2021

Per iscriversi e avere maggiori informazioni consultare il sito web della SUPSI. Iscrizioni aperte. https://www.supsi.ch/.../even.../eventi/2021/2021-09-18.html Riconoscimento del corso quale formazione continua facoltativa: i/le docenti sono invitati a inoltrare l’apposito formulario di richiesta alle rispettive sezioni. https://www.supsi.ch/.../even.../eventi/2021/2021-09-18.html Tema principale del convegno sono le questioni associate al benessere individuale di giovani con Disturbi Specifici dell'Apprendimento (DSA) e Disturbi da Deficit dell'Attenzione/Iperattività (DDAI dall’inglese ADHD) nelle situazioni della quotidianità, a scuola come altrove. Il convegno è aperto a tutti ma si rivolge in particolare a professionisti in ambito psico-educativo e sociosanitario, docenti abilitati, docenti in formazione di ogni ordine e grado, operatori scolastici specializzati interessati al tema. Partner: Il convegno è sostenuto dal Dipartimento dell’educazione, della cultura e dello

L'orologio muto

"Il tempo passa e le lancette girano in tondo.  Guardo i numeri ed è fatta! So leggere l’ora. Ma quando ci sono solo linee e cerchi, non riesco più.  Cerco i numeri, lo Zero e il Sei.  Ricordo: uno in alto e l'altro in basso.  Ma il Tre e il Nove proprio non so. Di là, di qua?" Un orologio muto come un pesce?  E la sua bocca dov'è? "Eccola: è il 3!" Lo sento cinguettare.  Il suo becco dov'è? "Eccolo: è il 3!"  

Pi Greco Day

Non viaggiavo molto quando ero piccola. Conoscevo pochissime persone che non fossero italiane ed erano tutti colleghi di lavoro di mio padre. Quei pochi individui parlavano inglese o francese ma erano perlopiù polacchi o russi. Durante le lunghe serate in cui li ospitavamo a cena non potevo comunicare direttamente ma mio papà quando occorreva faceva da interprete. Non che avessimo così tanti argomenti in comune, io mocciosetta e loro luminari di matematica. Invece mia mamma di argomenti interessanti ne aveva nella sua cucina e comunicava con grandi sorrisi e teglie di pasta al forno. Loro ricambiavano con altrettanti sorrisi e talvolta lacrime di commozione a vedere tutto quel ben di Dio a tavola. La comunicazione non avviene tramite il linguaggio se questo non è comune, ma avviene attraverso canali differenti, i più svariati, purché siano condivisi. Una teglia di pasta al forno può andar bene per mettere a proprio agio un collega di lavoro o un amico che viene da lontano... ma se vole

Idea geniale

Questa mattina ho ricevuto una lettera da una bimba di 10 anni, una mia giovanissima cuginetta. Mi scrive che le manco da morire, che le mancano i miei figli e i miei cani. Mi trasmette a chiare lettere la necessità di abbracci, di sentire le persone vicine. Ho preso carta e penna e le ho risposto. La mia mano è ormai incerta talmente sono abituata a scrivere con la tastiera. Ho sentito qualche crampo al polso dopo solo mezza pagina. Ma gustavo la scoperta di una idea geniale, non mia ma di quella bimba: scrivere alla vecchia maniera e abbandonare per una volta l’immediatezza della comunicazione online per privilegiare altro.  Le pagine che stavo scrivendo con tanto impegno le ho toccate e tra qualche giorno saranno nelle manine di quella bimba e lo saranno per sempre. Un contatto fisico vero, reale anche se in “differita”. Per consolarla dalle tristezze le ho raccontato che nel mondo ci sono moltissimi scienziati che lavorano per migliorare il nostro futuro.  In questo momento, a dist

do ut des

RA PA PA PA RA PA RA PA PA PA RA PA PA PA RA PA… Da un po’ di tempo non scrivo ma ero impegnata a contare. RA PA PA PA RA PA RA PA PA PA RA PA PA PA RA PA… Ho conosciuto i primi giorni di gennaio nuovi allievi. RA PA PA PA RA PA RA PA PA PA RA PA PA PA RA PA… Parliamo come al solito di matematica. Uno mi ha messo in testa questo motivetto: RA PA PA PA RA PA RA PA PA PA RA PA PA PA RA PA… Mentre conta canta. Non gli ho detto di smettere, perché non è maleducato, non vuole evitare la matematica e desideravo capire cosa volesse dirmi. Poi l’altro giorno ero in macchina e in radio hanno trasmesso una canzone: la prima strofa l’ho riconosciuta immediatamente!! RA PA PA PA RA PA RA PA PA PA RA PA PA PA RA PA… Per la prossima lezione sarò preparata, saprò cantare anch’io come Hadal Ahbek. Sarebbe passato inosservato alle mie orecchie se non fosse stato per il nuovo allievo. Quando questa canzone diventerà un tormentone, perché lo sarà sicuramente, io sarò TROPPO presente, TIPO una che c’è qua

Di chi è il cappello?

In questo mondo frenetico, ad alto tasso di tecnologia, costretto in un labirinto di burocrazia, autorizzazioni, contratti... può capitare di desiderare tempi più lenti, semplicità, il valore della parola data, di una stretta di mano. Ci scopriamo a rimpiangere “i vecchi tempi”, anche quelli che non abbiamo vissuto ma che affascinano per il profumo di coerenza e rigore. Nel sentire comune percepiamo la nostalgia delle buone maniere, della gioia nelle piccole cose. Immaginiamo la leggerezza di andare a scuola con un solo libro sotto il braccio e un quaderno su cui svolgere i compiti. Nessun pagellino di metà quadrimestre, nessun diploma di lingua straniera, nessun livello da certificare per la matematica. Una vita semplice. Troppo semplice per essere vera. In un passato, nemmeno troppo lontano, uno scolaro poteva essere costretto ad indossare le orecchie d’asino se non sapeva far di conto o se non leggeva correttamente un testo. Ora non è più pensabile un accanimento di questo genere. S

Infinitamente

    Quando ero studentessa sono stata attratta dalla chimica e dai suoi modelli perché mi permettevano di conoscere la natura e comprendere i risultati del genio umano.  Ho visto l’analogia tra la struttura molecolare della clorofilla e quella dell’emoglobina, differenti per colore ma così unite nella loro funzione di elementi fondamentali nella vita vegetale e animale. E di nuovo partivo dall’infinitamente piccolo di un elettrone per arrivare alla rappresentazione di macromolecole, potendo immaginare materiali  e progettare le loro caratteristiche. L’alchimia era diventata vera e propria magia. Poi ho lasciato la chimica ma ho continuato sempre a stupirmi grazie ai numeri e a ciò che uomini di ingegno e straordinaria fantasia ci hanno donato. Oggi è un giorno speciale: nel formato anglosassone il 23 novembre diventa  11/23. Le cifre di questa data costituiscono l’inizio della sequenza di Fibonacci. Oggi è la giornata mondiale di Fibonacci. Natura, fiori, animali, musica, arte, finanza

Dare il Tempo

La mia maestra delle elementari era una persona normale con tanti difetti e mille buone qualità. Riusciva a tenere per tutta la mattina (a quei tempi si tornava a casa per pranzo e il pomeriggio si restava a casa a studiare) 31 allievi, attenti a lezione ed in buon ordine. Ciò che non era in grado di insegnare lo andava a scovare tra i genitori, questa era la sua più grande abilità. C’era un genitore che la aiutava durante le ore di ginnastica. Ricordo che  appena entrati in palestra dovevamo metterci in fila per ordine di altezza. Io ero già una spilungona, la più alta della classe (cosa che non mi piaceva affatto ma era il mio unico primato e ci tenevo). Il papà istruttore sosteneva però che suo figlio dovesse essere il primo della fila. Non ho mai saputo cosa pensasse l'ultimo della fila... C’era un papà che aiutava con il traforo e una mamma che insegnava a ricamare punto croce. Io, attratta da entrambe le attività, ero tormentata in una scelta tra un'attività m

Passi avanti

In un mondo perfetto senza la tirannia del tempo e i vincoli della burocrazia il professore e gli studenti potrebbero serenamente mirare alla conoscenza, quella profonda che affascina. In un mondo perfetto non ci sarebbe necessità del voto perché si lavorerebbe con l’unico fine di accrescere il sapere e nobilitare il lavoro di chi ci ha preceduti. Il mondo ora come ora non appare così perfetto, dentro e fuori dagli edifici scolastici. Gli insegnanti hanno molto a cui pensare oltre alla gestione del programma. Continui mutamenti nei rapporti interpersonali e nella difesa dello spazio fisico tolgono tempo e serenità per un proficuo scambio con gli studenti. I genitori devono intervenire in modo drastico per affiancare i figli e governare la nave nella tempesta. Gli studenti, con la forza dei giovani, cercano nel gruppo l’energia per andare verso un futuro migliore. Si uniscono ai loro coetanei in un’alleanza che molti insegnanti vedono come una novità dovuta al lungo periodo